Chi eravamo, chi siamo!
Non siamo perfetti. Spesso litighiamo. Ma tantissime volte ridiamo come bimbi. Ultimamente siamo quasi sempre lontani, distanti. Ma questa lontananza ci ha unito di più. Ci ha fatto crescere molto. Non vi parlo mai di Giuseppe, la mia galleria è concentrata più sulle mie passioni e i miei figli. Lui è un tipo riservato, non ama i social però poi in mezzo alla gente è sempre quello più socievole. È quello che preferisce stare a casa a dormire e poi nei viaggi è il più sveglio e divertito. Che non ama andare a casa delle persone e poi si ritrova sempre a suo agio, talvolta più di me. La lontananza ci ha legati di più, ci ha riportati un po’ a quando eravamo ragazzini, più desiderosi di vedersi, abbracciarsi, cercarsi, dimostrarsi. Spesso mi hanno chiesto cosa ci avessi visto in lui. Non lo so nemmeno io. Sono sincera. Ma quel sorriso che mi faceva ogni volta che mi vedeva mi colpì. Quando siamo usciti la prima volta insieme era imbarazzatissimo. Sudava e sorrideva, schivava gli sguardi e mi fissava quando mi distraevo. Lui grande e grosso intimidito da una giovane e piccola ragazzina. Eravamo così diversi e col tempo ho scoperto che eravamo diversi anche in tante altre cose. Lui è più all’antica, il classico ragazzo di paese con una mentalità ristretta e arcaica, geloso, spesso possessivo, che ti voleva comandare e che sapeva come spingerti a lui e allontanarti dalle amicizie. Per un po’ gliel’ho permesso pure di fare. La paura di perderlo mi spingeva a non essere ciò che veramente volevo essere. Crescendo questa realtà iniziava a starmi stretta. Ho bisogno di essere libera e più mi dici cosa devo fare più io mi ribello e non lo faccio. Lui era il classico padre/padrone. Per la serie “fai ciò che dico io, non ciò che faccio io”. Ma mi pesava questa situazione e ricordo benissimo un periodo di crisi in cui davvero oltre a non essere me stessa non ero nemmeno compresa. Ancora oggi litighiamo per quella che lui chiama “emancipazione”. Ma io sono sempre stata diversa, avevo solo bisogno di uscire dal guscio. I primi anni non sono stati semplici, nemmeno quando ho scoperto di essere incinta e poi siamo andati a convivere. Abbiamo dovuto lottare con molti scheletri nell’armadio e abbiamo visto difetti che prima non conoscevamo. A 20 anni mi sono dovuta rimboccare le maniche e mi sono catapultata in una vita fatta di marito, figlia e casa. Nessuno mai mi ha teso una mano perche nella testa di tutti c’era “hai voluto la bicicletta e pedala “. Ma io una mano non la volevo, me la cavavo benissimo da sola. Ma vabbè questo è un altro discorso. Poi col tempo le cose sono cambiate. Io ho iniziato ad impostarmi, a farmi sentire. Non è stato semplice ma poi ha capito. Nonostante sia una cosa che non accetta ancora benissimo ha capito che deve lasciarmi libera. Libera di dire o fare ciò che voglio, di andare dove mi pare, di poter frequentare amicizie e di non annullarmi. Ecco non vi annullate. Perché poi fanno tanto rumore i mariti ma sono “cani che abbaiano e non mordono”. Forse un po’ brutto come paragone. Ma per farvi capire che Giuseppe fa tanto casino ma poi fa sempre ciò che dico io. Però perché mi sono imposta. Lui sa bene che c’è rispetto e tanto tanto amore da parte mia verso di lui. Ma sa anche che amo me stessa e in virtù di questo amore e rispetto verso me stessa non avrei paura a mollare tutto e ad andarmene ma lui paura di perdermi ce l’ha e come! Oggi siamo più uniti, una coppia più stabile, siamo cresciuti e ci completiamo. Ma i litigi no non mancano. Io sono quella che urla, aggredisce e rompe le scatole ma una volta che ti ho detto la mia finisce lì e poi mi passa. Lui è quello calmo, apparentemente non istintivo ma è quello più rompi di me. Ti istiga, fa ragionamenti stupidi solo per innervosirti, ti istiga ripeto. E parla, parla! Non si stanca mai e la porta per le lunghe. Siamo diversi anche in questo. Eppure c’è sempre quel file rouge a tenerci uniti, lo stesso che ci ha fatto innamorare. Il sorriso. Ci basta guardarci e scoppiamo a ridere. I nostri sguardi si incrociano ed esattamente come quasi 10 anni fa dimentichiamo tutto. La lontananza ci ha fatto riscoprire il sapore di quegli anni al di là delle incomprensioni. Facciamo quello che coppie dopo tanti anni danno per scontato e non dicono. Lui ma anche io ma soprattutto lui ci diciamo ancora parole dolci e affettuose, ci riempiamo di abbracci e io lo riempio di baci. E se non ci sentiamo per molto tempo ci chiediamo perché però con altre consapevolezze e un’altra mentalità a quel “ma non mi hai pensato proprio” non rispondiamo con una telefonata chiusa in faccia ma con un ridendo “amó avevo da fare con l’altro”. Si. Noi ridiamo e scherziamo molto. Forse è questo che ci ha sempre tenuto insieme. La nostra complicità e la voglia, tanta voglia di stare insieme. Col tempo abbiamo imparato a rispettarci, ad accettarci e a comprenderci. Io con lui lo sono sempre stata. Lui no. Abbiamo ancora molto su cui lavorare però tanti passi avanti sono stati fatti. Lui è ancora pesante, guarda troppe cose in cui non dovrebbe intromettersi, si arrabbia su tante cose e spesso non mi capisce. Continua sempre ad istigarmi perché questo è il suo forte, mi attacca su cose che sa che mi fanno arrabbiare. A volte prendo le cose e gliele lancio contro ma spesso lo lascio parlare da solo oppure lo fisso e gli sorrido. In fondo praticando lo zoppo si impara a zoppicare e io da lui ho imparato ad istigare in silenzio o con pacata tranquillità. Non siamo perfetti. Non lo siamo mai stati e nemmeno la cerchiamo la perfezione. Io cerco rispetto, fiducia, sincerità e amore che sembra banale ma si è quello che voglio. Essere amata. Io devo essere il suo punto di riferimento e lui il mio ma al tempo stesso dobbiamo essere capaci di saper camminare anche da soli. Dobbiamo camminare a fianco vicini e non uno davanti e uno indietro. Ci portiamo per mano ma nessuno tira l’altro. Nessuno spinge l’altro. Ma vicini andiamo insieme. Mentre guardo queste foto mi commuovo. Con i pregi e i difetti oggi penso che siamo una bella famiglia, che non ci manca nulla o poco. Certo abbiamo ancora alcuni sogni nel cassetto che vorremmo realizzare ma guardarci così sorridenti e felici è bello. È gratificante. È appagante. In questi anni mi sono sacrificata molto, ho rinunciato a tante cose, ho messo da parte la mia indipendenza e la mia persona per loro. Ma non mi pento di averlo fatto perché avere loro è stata ed è la mia gioia più grande. Tutto ciò che cercavo oggi penso di averlo. Non ho bisogno più di spiegare, le immagini parlano da sole. In questi anni abbiamo lottato per arrivare a questa serenità ma dopo aver scalato una montagna il panorama che vi aspetta è mozzafiato. E, sebbene ci sia arrivata col fiatone, beh quello che ho trovato è meraviglioso. E io il mio panorama stupendo lo ammiro in noi 4 ogni giorno.






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