La notte porta consiglio

Esiste un sentimento che spesso vive in noi e non ci fa vivere bene. 
La paura. 
Cos’è la paura?  
La paura è uno Stato emotivo consistente in un senso di insicurezza, di smarrimento e di ansia di fronte a un pericolo reale o immaginario o dinanzi a una cosa o a un fatto che sia o si creda dannoso; più o meno intenso secondo le persone e le circostanze.
Negli ultimi mesi da quandò Antimo è nato ho fatto amicizia con quest’emozione e più che amiche siamo diventate nemiche in conflitto perenne ma con la quale ho imparato a convivere e a gestire. 
Paura di non farcela.
Paura di non essere abbastanza.
Paura che qualcosa possa andare storto e io non essere lì a poterlo aiutare. 
Paura di un singhiozzo, di un pianto inspiegabile, di un silenzio troppo lungo, di un rigurgito continuo. 
Paura di toccarti, di lasciarti solo, di non darti le giuste attenzioni.
Ad aggravare il tutto c’è il fatto che mio marito non ci sia per motivi di lavoro. Le paure sono diventate più forti e nella comitiva si è aggiunta una nuova componente, l’ansia. Quell brutta sensazione di avere sempre il cuore lì a un passo dallo scoppiare. Quella sensazione che ti stia per uscire dal petto. Quella sensazione di impotenza e di mancanza di respiro. 
Paura e ansia di stare da sola e spesso non dormo. Resto sveglia intere notti a fissare il vuoto e il visino dolce dei miei bimbi. Luisa per fortuna è abbastanza grande. Ma Antimo così piccolo e indifeso. E spesso nei miei silenzi viaggio con la mente e penso a quanto duri siano stati questi ultimi sei mesi nei quali spesso da sola premeditavo le soluzioni da prendere nel caso potesse succedere qualcosa di brutto. Leggevo articoli su internet di malattie, di disturbi del sonno, di come stare da soli abbia reso più forte le persone e leggevo anche molte di voi. La paura di stare la notte da sola ancora spesso bussa alla porta del mio cuore e tenta di entrare. Ma poi a quella stessa comitiva di sentimenti brutti si aggiungono l’abitudine e il coraggio. La forza e il senso del dovere. 
Ti abitui al fatto che le cose, vuoi o non vuoi, devono andare così.
Il coraggio di affrontare le paure e di capire come fare a superare le cose.
Diventi forte perché le paure soprattutto se le affronti ti fortificano. Il senso del dovere perché una mamma ha dei doveri da compiere nei confronti dei figli e io metterei loro al primo posto sempre e piuttosto mi faccio uccidere per loro ma a nessuno permetto di fargli qualcosa di male. Da quando Antimo è nato ho scoperto tante emozioni che prima ignoravo. Sarà che sono cambiata e maturata. Sarà che forse gli anni in più mi hanno portato più consapevolezze. Sarà che le esperienze mi hanno fatto capire le cose a cui tengo di più quali sono e quelle sono le cose a cui proprio non voglio rinunciare. Ecco in questa foto lo guardo e sorrido felice della meraviglia che ho di fronte e penso che tutte le paure che sento non sono altro che un modo con il quale il mio cervello mi sta dicendo quanto in verità io provi amore profondo e viscerale per questa piccola dolce creatura che ha portato nella mia vita una consapevolezza unica e importante. Io senza l’amore dei miei figli non potrei essere più felice. E allora in virtù di questo stesso amore prendo la mia comitiva e come si fa con le persone accetto il bello e il brutto, i buoni e i cattivi perché da ognuno si può imparare e vado avanti con la grinta di una leonessa e la tenerezza di un cerbiatto. Ho paura si perché pensare che qualcosa possa far male si miei bimbi e il fatto di stare spesso da sola non mi fanno dormire la notte ma l’amore e la forza con cui riesco ad affrontare le cose mi fanno credere di essere invincibile. E allora quando l’ansia sale mi fermo. Faccio un lungo respiro. E dico: “Mena ce la puoi fare. Pensa ai tuoi bimbi. Pensa a salvare il tuo cuore. Non sprofondare nei tuoi stessi pensieri ma alzati e affronta. Solo non mollando mai nella vita potrai essere fiera di te” 
Guardo i miei figli. Mi lavo il viso. Mi passo la mano sul cuore. E sento che ce la posso fare. Anche da sola. Anche con le mie paure. Grazie al sorriso dei miei figli e all’amore che provo per loro. 




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